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PRIMA VISITA PASTORALE 

 

DELL’ ILLUSTRISSIMO ED ECCELLENTISSIMO GIUSEPPE BOLOGNESE EFFETTUATA NELLA PARROCCHIA

DELLA TERRA DI LECCE NEI MARSI - A.D.1798

Il 14 agosto dell’anno corrente 1798, fatta una visita a Gioia (si intende Gioia Vecchia n.d.t.) e partito poi alla volta di altre parti della diocesi, ascoltata una funzione sacra in un altare eretto da quelle parti per sua comodità, con il clero raccolto e giubilante, e con gran parte del popolo, gente nobile che lo aveva condotto fuori della città, con la compagnia di alcuni sacerdoti, alcuni dei quali appartenenti alla terra di Lecce, affrontò il viaggio (verso Lecce? Non specifica bene ndt.).

Per luoghi aspri ed inaccessibili e attraverso pericoli per ogni dove passando, non senza pericolo di vita, giunse , sotto la protezione di Dio, a (Lecce?) e si diresse alla chiesa parrocchiale, dove, rese le necessarie grazie per i pericoli superati, parlò al popolo che si era raccolto per qualche tempo, mostrando il desiderio  a lungo espresso di vedere lo stesso (luogo) e di venire incontro alle esigenze dello spirito e portò con se, in virtù di questo fatto, gran numero di preti che confessavano, davano indulgenze, ecc.

Poi fece appello affinchè la benedizione Pastorale giungesse a tutti degnamente.

Verso l’ora ventiduesima (?) * andò in chiesa e visitò il SS. Sacramento.

  Il giorno 15 agosto entrò in chiesa alla presenza dei signori sacerdoti:

  • -        Don Leone curato

  • -        Don Abrami

  • -        Don Massimo Borsa

  • -        D. Iacopo Simonicca

  • -        D.Orante Petrucci

  • -        D.Filippo Gervasi

  • -        D. Pietro Salvi – Vicario (?)

  • -        D. Anacleto Abrami

  • -        D. Pasquale Del Papa

  • -        D. Venceslao Terra

  • -        D. Francesco Santilli

  • -        D. Gaetano Cornacchia

  • -        D. Nicola Simonicca

  • -        Novizio Felice Del Papa

  • -        Novizio Macera

  • -        Novizio Basilio Petrucci

  • -        Novizio Sabatino Cornacchia

  • -        Novizio Modesto Terra(?)

Eseguì una assoluzione dei defunti (…).

Essendo giunta poi una gran folla dai luoghi vicini, per devozione, per la ricorrenza della Beata Vergine S. Maria Assunta, Sua Eccellenza, potendo a malapena la Chiesa contenere la folla, tenne un’omelia utilissima e dotta sulla Beata Vergine, mostrando con quale grande merito Ella avesse la Grazia di Madre di Dio. E fu tanto infervorato nella sua orazione che i presenti non poterono trattenere le lacrime. Allora non mancò di spiegare le strade della salvezza ai fedeli.

Il discorso (riassunto) parlava della buona fede e del tenere in scarso valore i beni temporali e di curare invece la vita sociale e le relazioni tra le persone e l’ordine e la concordia.

Il discorso fu molto faticoso, con abbondanza di sudore e Sua Eccellenza tornò a casa.

All’incirca verso la ventiduesima ora, si recò in chiesa in mezzo al clero festante e, dopo aver adorato il SS. Sacramento, iniziò la sua visita.

Visitò l’altare Maggiore, dove c’era il SS. Sacramento, vide il sacro Ciborio e ordinò di porre porte nuove sul davanti. Vide due pissidi d’argento, l’una grande e l’altra più piccola per i malati. Ordinò un nuovo contenitore per le abluzioni dei sacerdoti.(---) Concesse una indulgenza di privilegio per sette anni.

Visitò il battistero e tollerò le sue condizioni **.

Fece visita all’altare di S. Biagio  e diede disposizione di pulirlo dalla polvere e di tenerlo con decoro e di provvederlo del necessario.

Fece visita all’altare di S. Monica della famiglia Petrucci a cui e’ annesso il beneficio, per il fatto che si provveda a nome del sacerdote Oronzo Petrucci….

Fece visita all’altare di S. Antonio di Padova, sotto il patronato della famiglia Abrami a cui e’ annesso il beneficio per il fatto che si provveda a nome del sacerdote don Abrami … (ordina la riparazione istantanea)

Fece visita all’altare di S.Maria Incoronata, il cui beneficio era della famiglia De Benedictis e Macera…

Visitò l’altare di S. Maria del Suffragio a cui ordinò di provvedere con le elemosine.

Visitò l’altare di S. Antonio Abate, sotto il patronato della famiglia Coccia, ove ci sono due benefici, l’uno della predetta famiglia Coccia e l’altro della famiglia Simonicca.

Ordinò di sistemarlo in tre mesi.

Visitò l’altare dell’Annunciazione della B. Vergine, a cui era annesso il beneficio sotto Don Pasquale Del Papa.

Visitò l’altare della Beata Vergine, cui era annesso beneficio per la famiglia di Don Oronzo Petrucci.

Fece visita all’altare sotto il patronato della famiglia Salvi e diede il beneficio per il fatto che si provveda a nome del sacerdote Pietro Salvi. (Adornare di fiori )

Fece visita all’altare di S. Maria Assunta sotto il patronato della famiglia Cornacchia e diede il beneficio per il fatto che si provveda a nome del sacerdote Gaetano Cornacchia . Diede disposizione di restaurare in quattro mesi.

Fece visita all’altare di S. Francesco per il quale concesse due benefici: uno, per il fatto che si provveda a nome del sacerdote Stanislao Terra e l’altro per il sacerdote Marino Borsa. Ordina di dotarlo di un nuovo crocifisso ,di fiori e di candelabri in quattro mesi;

Fece visita alle sedi dei confessionali e ordinò di ripararle con porte e (sportello?)..

Visitò tutto il corpo della chiesa, che era dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria, dove c’e’ indulgenza plenaria grazie ad URBANO VIII.

Ordinò di rifare il muro e di porre porte e riparare le finestre di vetro. Mandò altari e sedi confessionali e ordinò la pulizia dalla polvere.

Ammonì il popolo, affinchè curasse di tornare all’amicizia con Dio. Tornò poi alla sua casa.

Il giorno 16 agosto celebrò una funzione sacra ed amministrò il Sacramento della Confermazione con estrema fatica.

Al vespro, (giunta gente con carri ?), si recò di nuovo in visita.

Di nuovo si recò alla chiesa e li , adorato il SS. Sacramento,  e, data la benedizione, interrogo fanciulli e fanciulle sui misteri della fede dando loro dei doni. Uscito dalla Chiesa, per dare riposo ai suoi collaboratori, andò in visita alla chiesa fuori le mura sotto richiesta del sacerdote ….

Visit questa chiesa, che risulta unita a quella di S. Elia e qui vi e’ un altare che diede ordine di riparare . Inoltre diede disposizione di fa riparare il tetto, e la parete sull’altare e diede ordine di sistemare il pavimento .

Uscito da qui, si recò alla chiesa di S. Elia, dove ci sono due altari, uno ben tenuto sotto il nome dello stesso Santo e lo elogiò. Poi vide l’altro altare, della B.V. Maria e ordinò di procurare una tela cerata (da mettere sulla lapide?) e una croce con crocifisso. Ordinò di sistemare il pavimento presso le porte della chiesa e di rimuovere l’umidità e di riparare le finestre di vetro.

Fece visita alla sacrestia e vide un calice d’argento e altre suppellettili sacre e un vaso per le abluzioni delle mani e dispose di sistemare il tutto in tre mesi e di dare degli scanni per la comodità dei sacerdoti.

Vide due immagini sporche e abbandonate e richiamò alla conservazione dei monumenti.

Poi tornò alla sua casa.

Diede poi ordine di porre porte e di sistemare l’altare della chiesa e di riparare la mensa in tre mesi e di sistemare un po’ il tutto.

CHIESA DI VALLEMORA INTITOLATA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE

Vi e’ un solo altare in questa chiesa e ordinò di togliere l’umidità e di rifare la parete.

  CHIESA DI CASTELLUCCIO INTITOLATA A S.VINCENZO FERRERI

In questa chiesa vi e’ un solo altare dedicato al santo (diede disposizione che fosse riparato….).Ivi ordinò anche che fosse procurata della (carta?)…

Il giorno dopo (L’Illustrissimo) si recò alla chiesa e celebrò messa e diede una solenne benedizione al popolo e amministrò di nuovo la Confermazione e poi tornò alla sua abitazione.

Verso la ventiduesima ora si recò in chiesa e rifece una visita.

Vide sacre suppellettili e lodò alcune di esse, vide cinque calici di cui due d’argento e tre con la base in oro …

  (Il giorno 17 agosto, che forse era Domenica, ) ordinò che la comunità venisse ben servita e che quattro sacerdoti venissero a portare servigi. Ordinò che venisse sempre celebrata, in qualunque giorno, una messa mattutina per comodità del popolo nella chiesa di S. Elia. Anche nelle chiese rurali diede disposizione che si celebrassero messe.

Fatto ciò, tornò a casa, dove passo in rassegna il clero e si protrasse il tutto fino a circa le due di notte e si dispose a scendere nella terra di Villavallelonga.

SEGUE DISCORSO DI ELOGIO ALL’EMINENTE GIUSEPPE BOLOGNESE, PER AVER DEGNATO LA TERRA DI LECCE DELLA SUA VISITA (IN ITALIANO).

  NOTE

  * =  Si trova spesso la dizione “hora vigesima secunda “ e “hora vigesima prima” che potrebbero corrispondere alle 22:00 ed alle 21:00, anche se il sistema di numerare le ore in latino e’ ben diverso e per dire le 22:00 i latini parlano di “secunda vigilia”.

Il sistema delle ore latine e’ il seguente:

-        ora prima: dalle sei alle sette di mattina;

-        ora secunda: dalle 7 alle 8

-        ora tertia: Dalle 8 alle 9 ecc.

fino alle sei di pomeriggio, dove le ore si numerano a gruppi di tre con la dizione di VIGILIAE (turni di guardia):

-        prima vigilia: dalle 18 alle 21

-        secunda vigilia: dalle 21 alle 24

-        tertia vigilia: dall’ 1 alle 3

-        ultima vigilia: dalle 3 alle 6.

** = Si trovano spesso le parole “toleravit” e “laudavit” a proposito degli oggetti che Giuseppe Bolognese trova nelle sue visite. TOLERAVIT forse si riferisce ad un assenso verso le condizioni dell’oggetto (come dire :“ può a malapena passare”), mentre LAUDAVIT denota una soddisfazione da parte sua per le condizioni dei manufatti o dei fabbricati.

 

visita n. 

  Comune di Lecce nei Marsi P.I. 00224000661

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